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  • Federica Tuffanelli

LA PARVOVIROSI: CONOSCERLA, PREVENIRLA E CURARLA


La Parvovirosi (o gastroenterite emorragica) è una malattia infettiva contagiosa sostenuta da un virus resistente all’ambiente e all’azione di detergenti e disinfettanti chiamato Parvovirus il quale provoca gravi forme di gastro-enteriche nei cani di età superiore alle otto settimane con mortalità fino al 60% nei cuccioli in seguito a miocardite e insufficienza cardiaca. Alcune condizioni (la carica virale, abitazione in canili, rifugi o negozi la presenza di parassiti gastrointestinali, fattori genetici o appartenenza a particolari razze tipo rottweiler, dobermann e pitbull) predispongono i cani allo sviluppo di tale malattia. Attualmente nel nostro Paese l’infezione è endemica.

Il periodo di incubazione varia dai 7 ai 14 giorni circa ma anche dopo una apparente guarigione per essere debellato occorrono dai 13 ai 30 giorni.

 

La trasmissione del virus avviene attraverso le feci, il vomito, la saliva e le urine di animali infetti, materiali e abiti contaminati, come anche il pelo stesso dell’animale eliminatore. La trasmissione naturale dei virus della parvovirosi canina si verifica tramite il contatto diretto tra animale infetto e animale sano per via oro-nasale; ciò nonostante, essendo il virus appartenenti alla famiglia Parvoviridae molto resistenti nell’ambiente, i materiali contaminati (gabbie, vestiti, lettiere, scarpe, etc.) giocano un ruolo fondamentale nella trasmissione.

 

I cuccioli infettati da tale virus presentano depressione, anoressia, vomito e diarrea emorragica. Nei cuccioli spesso tale situazione risulta una patologia mortale. La forma acuta è la più frequente ed esordisce improvvisamente con sintomi generici quali febbre, anoressia, abbattimento, vomito e moderata disidratazione; la diarrea si manifesta poco dopo la comparsa della sintomatologia iniziale ed è caratterizzata dall’emissione di feci di consistenza pastosa o liquida di colorito grigiastro striate di sangue o francamente emorragiche che portano ad indebolimento progressivo con perdita di peso e grave disidratazione sfociante in eventuale shock ipovolemico senza un’adeguata terapia di sostegno, portando infine alla morte il paziente.


La forma miocardica si manifesta quando l’infezione del cane avviene nell’ultimo periodo di gravidanza o nei cuccioli di 3-8 settimane nati da femmine non infette e quindi senza anticorpi. L’incidenza di tale forma è tuttavia oggi rara grazie alle campagne di vaccinazione e al fatto che il virus sia molto diffuso nell’ambiente garantendo così una stimolazione continua del sistema immunitario. Quindi sono sottoposti a probabile infezione, anche se raramente, i cani adulti non vaccinati; il suo decorso è più lento e soprattutto meno pericoloso, ma ciò non deve determinare un ritardo nel portare il cane a visita.


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